Nel caso in cui restiate da soli in pozzetto di notte è preferibile mettere la sicurezza prima di ogni cosa predisponendo delle life line da prua a poppa e pensando ad indossare una cintura di sicurezza, meglio se con salvagente gonfiabile incorporato, e attaccarsi a qualcosa di saldo. Concordo sul fatto che sia scomoda soprattutto in piena estate ma all’occorrenza ci può salvare la vita. E’ sufficiente inciampare in qualcosa mentre ci si sposta sul ponte per finire in acqua, poi di notte senza che nessuno se ne accorga questo imprevisto può avere un tragico epilogo. Se si è almeno in 2 di guardia è impossibile non accorgersi che una persona cada fuori bordo, ma se si è legati si rimane comunque vicino alla barca e il recupero è molto più semplice e immediato.

Anche l’alimentazione è importante sia per combattere il freddo che il sonno. Consiglio di tenere in pozzetto a portata di mano qualcosa da sgranocchiare e un thermos con una bevanda calda. Per evitare di assentarsi dal pozzetto più volte per andare sottocoperta e lasciare la barca incustodita bisogna pensare in anticipo ai vari bisogni che si potranno avere e attrezzarsi con tutto il necessario. Ad esempio meglio sempre avere con se un VHF portatile e un GPS cartografico (se non sono già presenti in pozzetto) per riuscire a controllare la navigazione e non dover scendere al tavolo da carteggio per gestire eventuali emergenze.

L’abbigliamento è un’altra cosa importante a cui pensare. Di notte in mare l’escursione termica è notevole e, sommata all’umidità e al vento, amplifica la percezione del freddo. È sempre consigliabile vestirsi a strati in modo da potersi facilmente adattare di volta in volta alle mutevoli condizioni che incontreremo durante la navigazione.

Anche in pieno agosto è sempre meglio avere a portata di mano una felpa e un giubbotto da utilizzare all’occorrenza. Importante è avere sempre le estremità calde quindi prima di tutto portarsi un cappello di pile/lana/cotone a seconda delle preferenze e se navighiamo di notte in inverno o nelle mezze stagioni pensare anche a dei guanti. Per i più freddolosi, calze di lana e scarpe adatte al tipo di navigazione perché anche i piedi devono rimanere al caldo. La regola base è sempre la stessa: in barca è sempre meglio avere caldo che freddo.

Ci sono altre due regole importanti da seguire durante la navigazione notturna. La prima è di avere silenzio a bordo. Se volete fare festa e ballare con la musica alta allora cercatevi una rada e fatelo all’ancora. Dato che di notte la visibilità è ridotta dobbiamo utilizzare anche gli altri sensi per navigare, in particolare l’udito. L’avvicinarsi di un motoscafo o una nave può essere avvertito sia vedendo le luci di via che ascoltando il rumore che queste unità fanno. Quindi cerchiamo di navigare con il massimo silenzio anche perché una musica di sottofondo può creare disattenzione e, a seconda della tipologia, anche sonnolenza.

La seconda regola è di utilizzare in modo corretto le luci a bordo. In pozzetto ci deve essere buio per far risaltare maggiormente le luci che ci circondano comprese quelle di eventuali unità sopraggiungenti. Non puntiamo mai torce verso il volto dei nostri compagni di navigazione, in particolar modo sul timoniere. I loro occhi ci metteranno diverso tempo per assorbire lo shock e ritornare come prima. In tutto questo periodo non riusciranno a visualizzare correttamente ciò che li circonda. Lo stesso dicasi per le torce frontali che sono molto comode quando si deve lavorare da soli ma possono essere pericolose nel caso in cui siamo in 2 e, alzando lo sguardo verso l’altra persona, rischiamo di puntargli la luce sul volto se l’inclinazione non è regolata correttamente.

Conoscere i fanali delle varie unità è molto importante di notte, non tutti se li ricorderanno come il giorno successivo all’avere conseguito la patente nautica. Meglio fare un ripasso generale partendo da alcune regole generali. Una luce rossa indica un pericolo imminente, la maggior parte delle volte si tratta di una unità che proviene dalla nostra dritta e quindi alla quale dobbiamo cedere il passo manovrando. Una luce verde invece significa che possiamo procedere sulla nostra rotta, il caso classico è relativo ad una unità che proviene dalla nostra sinistra e quindi ci deve cedere il passo. Questo non significa che non dobbiamo prestare attenzione ma, almeno inizialmente, dovremo continuare sulla nostra rotta (per non confondere l’altra barca), controllando che effettivamente l’altra unità manovri per evitare la collisione. L’altra possibilità è di scorgere una luce bianca. Il suo significato è molto vario ma potremmo sintetizzarlo come un pericolo non immediato. Potrebbe essere il caso di una unità che stiamo raggiungendo e quindi dovremo noi manovrare per superarla. Altra possibilità è quella dell’unità alla fonda, anche qui dovremo noi evitarla accostando. Teniamo presente che il fanale bianco di testa d’albero ha una portata superiore rispetto a quelli di via rossi e verdi; nel caso quindi di rotta opposta ad una unità a motore vedremo prima solo il bianco e, solo in un secondo momento, i fanali di via.

La gerarchia delle precedenze in mare è la seguente:

1° unità che non governa

2° unità con difficoltà di manovra

3° unità condizionata dalla propria immersione

4° unità intenta alla pesca

5° unità che procede a vela

6° unità a motore

Esclusi i primi 3 casi piuttosto rari, gli altri è meglio conoscerli, soprattutto le due tipologie di pescherecci che si possono incontrare facilmente durante la notte. Nell’immagine tutte le unità sono viste sul loro lato dritto

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