Navigare di notte in barca a vela è un’esperienza che bisogna provare almeno una volta nella vita. Ha il suo fascino sentire soltanto il rumore provocato dallo scafo che taglia le onde con il mare illuminato dal chiaro di luna (se siamo fortunati). In certi casi diventa anche una necessità dovuta a traversate particolarmente lunghe o, in agosto, per poter navigare senza dover stare sotto il sole cocente per tutto il giorno. E’ una pratica diffusa nei mesi estivi, quando si deve fare la traversata dalla Liguria alla Corsica, partire nel tardo pomeriggio in modo da navigare “al fresco” e atterrare di primo mattino a Macinaggio o Calvì.

Non a tutti piace navigare di notte: la mancanza di riferimenti, il buio e la visibilità ridotta possono anche creare ansia e preoccupazione. Questo però può essere superato preparandosi per bene in anticipo. Vediamo insieme quali sono le cose su cui concentrarci.

La prima è la stessa che si dovrebbe verificare prima di una qualsiasi navigazione: le dotazioni di sicurezza e il livello di carburante. Di notte è tutto più complicato, conoscere quindi dove si trovano le varie dotazioni, soprattutto quelle notturne, è molto utile. Ricordiamoci di collegare la boetta luminosa al salvagente anulare e tenerlo attaccato al pulpito di poppa con relativa cima galleggiante in modo che si possa utilizzare immediatamente in caso di bisogno. Un’altra cosa da fare è controllare che in coperta tutti gli eventuali oggetti siano ben rizzati (zattera, tender, passerella, etc.) e che tutti gli osteriggi siano chiusi. Sottocoperta invece dovremo verificare la chiusura delle prese a mare e che non ci siano degli oggetti che possano cadere con lo sbandamento della barca.

Ci sono poi altre cose da controllare specifiche per la navigazione notturna che le prime volte ci possono sfuggire. La più importante sono le luci di via: accendiamole e teniamole accese per un po’ di tempo per controllare che i contatti funzioni correttamente. Non fidiamoci mai dell’amico o dell’armatore (se non siamo noi) che vi dice la classica frase “le luci funzionano tutte vai tranquillo”. Non dimentichiamoci di notte di accendere anche la cosiddetta luce di testa d’albero bianca orientata verso prua con un settore di 225° nel caso navigassimo a motore.

spiegazione dei fanali di una imbarcazione

Questa è fondamentale per gestire le precedenze. Se navighiamo solo a vela avremo la precedenza sulle barche a motore mentre se procediamo a motore abbiamo pari diritti e doveri e a far la differenza per chi ci incrocia sarà proprio quella luce bianca che alcuni (forse) ne ignorano l’esistenza. Le luci (o meglio i fanali) da controllare sono 4: le due luci di via (verde e rossa), il coronamento a poppa (bianca), e la testa d’albero (bianca). A seconda della barca i fanali possono trovarsi in posizioni differenti.

Una volta controllati i fanali viene naturale controllare anche che la batteria abbia la giusta tensione soprattutto se abbiamo intenzione di navigare a vela tenendo accesi strumenti, frigo, luci, etc.

Per evitare sorprese è bene studiare in anticipo la rotta per verificare che non ci siano passaggi in vicinanza di secche, scogli, bassi fondali e pericoli in generale. È buona norma  anche conoscere in anticipo i fari che si incontreranno durante la navigazione annotandosi le relative caratteristiche. Inoltre meglio controllare se passeremo davanti a importanti porti commerciali o punti di partenza di traghetti. Di notte non è così immediato riconoscere una nave in navigazione e la relativa rotta, considerando che viaggiano anche oltre i 20 nodi meglio essere pronti a manovrare. Tenere un binocolo in pozzetto a portata di mano in queste situazioni può risultare molto utile per distinguere in anticipo l’unità che abbiamo avvistato capendone tipologia, rotta e velocità.

Un accessorio utile per potersi muovere agevolmente in coperta al buio avendo le mani libere e soprattutto per poter fare anche lavori manuali, è la luce frontale da posizionare sulla testa. Ha un costo di poche decine di euro ma ci può dare un grande aiuto in caso di necessità. Un’altra cosa importante da avere è una buona torcia a led (controllare anche qui le batterie) che ci può servire ad esempio per entrare in una rada di notte con scarsa visibilità. Puntandola verso prua può identificare con buon anticipo la presenza di piccole barche alla fonda senza luci, scogli affioranti o altri oggetti galleggianti.

Se la navigazione è lunga è importante pianificare al meglio i turni in pozzetto. Bisogna evitare che, colti dall’entusiasmo della navigazione notturna, tutte le persone a bordo si godano il tramonto in pozzetto e rimangano sveglie fino a tarda notte e, quando la stanchezza inizia a sentirsi, uno dopo l’altro si ritirino nelle loro cabine a dormire lasciando il povero skipper da solo a governare la barca. Con dei turni ben organizzati si evita di arrivare nel momento più critico, l’atterraggio e l’ormeggio, in condizioni precarie e poco lucidi. Un altro consiglio, magari scontato, è quello di cercare di riposarsi il giorno precedente e non arrivare già stanchi alla partenza. Nelle regate notturne ad esempio chi non è di turno non deve assolutamente stare in coperta ma deve cercare di riposarsi in dinette o in cuccetta. Stando in coperta c’è sempre un minimo di tensione e non ci si riuscirebbe a rilassare ed arrivare pronti all’inizio del proprio turno.


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