Se utilizziamo la barca solo per fare crociera tendiamo spesso a sostituire le vele solo nel momento in cui si rompono. In questo modo però mettiamo a repentaglio la nostra sicurezza e quella delle persone presenti a bordo che hanno deciso di trascorrere del tempo a veleggiare in nostra compagnia e si fidano di noi. Le vele non ci avvisano in modo palese quando si stanno per strappare ma ci inviano diversi segnali che vanno presi in considerazione per evitare di trovarsi nei guai.

A questo proposito vi racconto l’esperienza di Luigi, un amico che stava veleggiando con la moglie e alcuni amici in una bella giornata di sole estiva a bordo del suo Oceanis 40 vicino alla costa dell’Argentario. Tutto stava andando bene e si stava divertendo a fare bordi di bolina vicino alla riva per ammirare le coste a picco sul mare. Ad un certo punto si avvicina un temporale che genera un incremento notevole del vento. Luigi è di bolina in prossimità della costa e, per evitare di sbandare troppo naviga con la randa un po’ sventata che tende a fileggiare. Ad un certo punto dopo una raffica più forte delle altre la balumina cede all’improvviso e genera un taglio orizzontale che divide in due la randa. Mi ha raccontato che in quel momento gli sono venute in mente tutte le volte che ha guardato la sua vela e ha detto “forse è ora di cambiarla” ma non ha mai richiesto un preventivo sperando che sopravvivesse in eterno. Subito dopo ha iniziato a pensare ad una soluzione. Ha subito provato ad ammainare la vela ma non è stato semplice in quanto l’inferitura non lavorava più in maniera corretta e i cursori facevano molto attrito, gli scogli si stavano avvicinando e ha cercato quindi di virare. Le prime volte non è riuscito perché senza la randa, con il solo genoa che lo portava alla poggia e con le onde in prua non riusciva a passare con la prua al vento. Per strambare ormai era tardi in quanto non aveva più spazio sufficiente sottovento prima degli scogli. Allora decide di arrotolare il genoa, accendere il motore e cercare in questo modo di virare e allontanarsi dalla costa. la manovra per fortuna riesce e soltanto per alcuni metri evita di finire sugli scogli grazie al suo sangue freddo (che non tutti hanno) e alle decisioni prese in modo veloce; rimane ancora il problema di ammainare la randa. Dopo svariati tentativi alla fine riesce nell’impresa e si dirige faticosamente verso il porto a motore con le onde di prua e la barca che beccheggia vistosamente e procedere molto lenta.

Questa è solo una delle tante situazioni che si possono creare in seguito alla rottura di una vela. Se avete ospiti a bordo e si verifica un evento come quello descritto sopra, oltre alla brutta esperienza qualcuno si potrebbe anche fare male soprattutto se non è esperto e non sa dove posizionarsi a bordo e dove mettere le mani.

Per tutti questi motivi è sempre meglio pensare con largo anticipo alla sostituzione delle vele quando ci accorgiamo dei primi segnali negativi. Le cose principali da controllare sono:

  • Le cuciture: nei punti di maggior carico come la bugna, la penna e la mura ci sono dei rinforzi che sono cuciti alla vela. Se queste cuciture iniziano a saltare e vediamo quindi che il tessuto del rinforzo non aderisce più perfettamente alla vela allora è meglio farla vedere ad un velaio. Magari è sufficiente una nuova cucitura per far tornare la vela come nuova. Controlliamo anche le cuciture della parte alta della balumina, sono quelle che si rovinano più velocemente.
  • Le stecche: verificare che non siano rotte e non si siano sfilate. Una randa a cui manca una o più stecche sbatterà maggiormente in balumina creando micro traumi alla vela, riducendone la durata. Verificare anche le tasche che non siano rotte o scucite. Controllare che il velcro di bloccaggio sia ancora funzionante e la parte anteriore della tasca non sia bucata.
  • Protezione anti UV: controllare che la banda anti UV sia integra e non presenti tagli o abrasioni evidenti. Se notiamo un piccolo taglio, proviamo ad aprirlo dolcemente. Se si strappa allora la banda è da sostituire. Anche il colore stesso ci invia dei segnali; quando è scolorito significa che la banda anti UV ha fatto il suo lavoro, meglio farla controllare dal velaio di fiducia.
  • Occhielli a cui sono attaccati i carrelli/cursori dell’inferitura della randa: vanno verificati uno ad uno per controllare che non siano deformati (diventino ovali) e che aderiscano bene alla vela. Se si iniziano a sollevare significa che il tessuto sta cedendo e sono prossimi alla rottura.
  • Bugna: questo angolo della vela è quello che rimane più esposto al sole sia nel caso del genoa che della randa. Il lazy bag alle volte è leggermente corto e lascia fuoriuscire una porzione della bugna. Verifichiamo che le fettucce rimangano morbide. Se iniziano a indurirsi per effetto del sole, alla lunga tenderanno a rompersi.

Le zone che si deteriorano più velocemente sono quelle in corrispondenza del carico maggiore o quelle che sono soggette a sfregamento (la balumina del genoa contro l’albero e le crocette in virata ad esempio). Dobbiamo verificare che non ci siano abrasioni evidenti, piccoli buchi o lacerazioni che con il tempo e soprattutto soggetti a forte carico, si possono trasformare in strappi di grandi dimensioni.

Buona norma in ogni caso è di portare le vele a fine stagione dal velaio di fiducia per essere controllate. In questo modo se c’è qualche piccolo problema si riesce a risolvere prima che si trasformi in qualcosa di più grande.

Per approfondire l’argomento ti consigliamo di leggere la nostra guida alla Cura e Manutenzione delle vele che puoi scaricare iscrivendoti alla nostra newsletter.

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