PARTE 4: In quest’ultima parte analizziamo i 3 casi di ormeggio più difficili in assoluto

Caso 4: ormeggio con vento al traverso che spira dall’uscita del canale, con barche ormeggiate di fianco.(livello difficoltà 6)

Per questo tipo di ormeggio ho aumentato di un punto il livello di difficoltà anche se è molto simile a quello precedente per due motivi. Il primo è che, visto che il vento ci spinge verso il fondo del canale, potremmo essere tentati ad entrare in marcia avanti e provare poi ad invertire il moto all’interno del canale. Questa operazione è fattibile a condizione di avere lo spazio sufficiente a fermare la barca, farla accelerare in retromarcia facendole prendere l’abbrivio sufficiente a compiere la rotazione verso l’ormeggio. Il secondo motivo è legato alla manovra opposta cioè se decidiamo di far ruotare la barca fuori dal canale e entrare in retro. In questo caso una volta entrati nel canale, quando la barca inizierà ad accostare per entrare nell’ormeggio la prua subirà una rotazione molto veloce in quanto si sommeranno gli effetti del timone a quelli del vento con il rischio di ritrovarci con la barca obliqua rispetto all’ormeggio e troppo vicina alla prua della barca sottovento.

Quale scegliere tra le due manovre? Non è semplice. Dipende molto anche dall’esatta direzione del vento e dalla sua intensità. Se è in asse con il canale allora meglio scegliere la prima manovra avendo cura di ritardare l’accostata verso l’ormeggio e prendere sufficiente spazio sottovento per far compiere la rotazione alla barca. Se invece la nostra barca soffre molto l’effetto evolutivo dell’elica allora meglio farle invertire la rotta fuori dal canale ed entrare in retro allargando la traiettoria di accostata a sinistra e anticipandola per evitare di trovarci troppo vicini alla barca sottovento quando stiamo entrando nell’ormeggio.

Veniamo ora ai due casi in assoluto più difficili di ormeggio cioè quelli con vento al traverso senza barche di fianco. La difficoltà qui sta nel fatto che una volta che la barca si è fermata vicino alla banchina inizierà inesorabilmente a scarrocciare con la prua sottovento senza molte possibilità di fermarla. Qualcosa però si può fare, vediamolo insieme.

Caso 5: ormeggio con vento al traverso che spira verso l’uscita del canale, senza barche ormeggiate di fianco. (livello di difficoltà 9)

In questa tipologia di ormeggio sicuramente è preferibile far compiere la rotazione alla barca all’esterno del canale per poi entrarci in retromarcia. Alla base di una buona riuscita della manovra è fondamentale l’organizzazione. Tutti a bordo devono sapere cosa fare, come farlo e quando farlo. Andiamo con ordine. Le priorità sono due. La prima è di prendere la cima di poppa sopravento e subito dopo, o contemporaneamente se si riesce, il pendino della trappa di prua sempre sopravento. La manovra andrà quindi spiegata a tutti nei dettagli e con le varie priorità. Prendere la cima di poppa sopravento è fondamentale per poi cercare di tenere alta la prua. Abbiamo già spiegato questa manovra ma ci ritorniamo vista la sua importanza. Ci dovrà essere una persona con il mezzo marinaio che si occuperà di prendere l’eventuale cima a terra e la passerà ad un’altra persona che lascerà qualche metro di imbando e poi darà subito volta alla galloccia. A questo punto lo comunicherà subito al timoniere che metterà marcia avanti e con il timone scontrato tutto verso il vento (nel nostro caso a destra) inizierà ad accelerare deciso. In questo modo la prua della barca, facendo leva sulla cima di poppa, dovrebbe iniziare a ruotare sopravento o comunque a non scadere sottovento. Così abbiamo più tempo per riuscire a recuperare il pendino e trappa di prua. Più il vento è forte e maggiori dovranno essere i giri del motore necessari a far funzionare la manovra; non abbiate paura quindi ad accelerare e tenere la manetta in posizione. Ci vuole coordinamento tra timoniere ed equipaggio perché fino a quando non si dà volta alla cima non si può mettere la marcia avanti. Bisogna fare anche molta attenzione a non lasciare qualche dito tra la cima e la galloccia.

Il piano B: anche in questo caso è meglio avere in mente un piano B, anzi 2. Se sottovento a noi non c’è nessun ostacolo per uno spazio superiore alla lunghezza della nostra barca e se siamo in equipaggio ridotto, possiamo optare per arrivare sempre in retromarcia e ormeggiarci all’inglese (di fianco), con una manovra molto semplice e praticamente priva di rischi. Successivamente utilizzando l’eventuale verricello del salpa ancora o facendoci dare una mano dagli ormeggiatori del porto cerchiamo di mettere la barca in posizione recuperando la trappa di prua e facendo attenzione allo spigolo di poppa. Durante la rotazione sarà la zona più a rischio di contatto con la banchina.

Se invece sottovento a noi c’è un’altra barca poco distante allora la manovra alternativa potrebbe essere di appoggiarci a tale barca e poi con calma recuperare la nostra trappa di prua e tirarci, con le metodologie descritte sopra, fino al nostro ormeggio aiutandoci anche con la cima di poppa sopravento.

Caso 6: ormeggio con vento al traverso che spira dall’uscita del canale, senza barche ormeggiate di fianco. (livello di difficoltà 10)

Questa tipologia di ormeggio ha difficoltà massima e leggermente superiore alla precedente, soprattutto perché il vento ci spinge verso l’interno del canale e quindi è eventualmente più complicato riuscire ad uscirne in caso di imprevisti o se si deve riprovare la manovra.

In questo caso abbiamo a disposizione 2 opzioni come visto in precedenza. Possiamo entrare in marcia avanti e invertire la rotta all’interno del canale oppure entrare direttamente in retro. Il primo caso sarà preferibile se avremo sufficiente spazio avanti a noi per invertire la rotta e prendere abbrivio; nel secondo caso incontreremo le problematiche già viste in precedenza  cioè il fatto che durante la rotazione per entrare nell’ormeggio la prua acquisterà molta inerzia dovuta anche all’effetto del vento.

Una volta arrivati in prossimità della banchina la manovra da compiere sarà la stessa del caso precedente, compreso il piano B da mettere in atto. L’approccio dovrà essere fatto con la prua leggermente sopravento per anticipare il successivo scarroccio appena la barca si ferma. Per prima cosa bisognerà prendere la cima di poppa sopravento, lasciare qualche metro di imbando e fissarla velocemente sulla galloccia. Contemporaneamente prendere il pendino della trappa di prua e recuperarlo il più velocemente possibile. Nel frattempo il timoniere inserirà la marcia avanti con il timone scontrato tutto sopravento accelerando deciso per tenere alta la prua. Attenzione come sempre a non prendere cime o pendini nell’elica.

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